Il 5 marzo 2025 è entrata in vigore la Tabella Unica Nazionale (TUN) per il risarcimento dei danni non patrimoniali da lesioni gravi derivanti da sinistri stradali e responsabilità sanitaria. Questo nuovo strumento normativo, atteso da oltre vent’anni, mira a uniformare i criteri di risarcimento per le lesioni fisiche e psico-fisiche gravi, comprese tra 10 e 100 punti di invalidità biologica, eliminando le disomogeneità precedentemente esistenti tra le diverse tabelle utilizzate nei vari tribunali italiani.
Obiettivi della TUN
L’introduzione della TUN risponde a molteplici obiettivi:
Uniformità territoriale: superare le disparità risarcitorie derivanti dall’uso di tabelle diverse, come quelle dei Tribunali di Milano e Roma, garantendo equità su tutto il territorio nazionale.
Prevedibilità e trasparenza: offrire parametri certi per la liquidazione dei danni, favorendo soluzioni stragiudiziali e riducendo il contenzioso.
Sostenibilità economica: bilanciare l’interesse dei danneggiati a un equo ristoro con l’esigenza di contenere i costi assicurativi, mantenendo i premi a livelli sostenibili.
Contenuti principali della TUN
La TUN introduce un sistema basato su coefficienti specifici che tengono conto di:
Punti di invalidità: ogni punto, da 10 a 100, è associato a un valore economico progressivo.
Età del danneggiato: il valore del punto diminuisce con l’aumentare dell’età.
Danno morale: previsti incrementi percentuali in base alla gravità della lesione e alle particolari circostanze personali.
Criticità e osservazioni
Nonostante gli obiettivi dichiarati, la TUN presenta alcune criticità:
Differenze nei risarcimenti: la TUN prevede valori risarcitori maggiori rispetto alle tabelle di Milano e Roma per danni biologici compresi tra il 10% e il 36%. Tuttavia, per danni tra il 36% e l’82%, i valori risarcitori diminuiscono, per poi aumentare nuovamente per danni superiori all’82%. Questo potrebbe generare iniquità per alcune fasce di danneggiati.
Danno morale: sebbene la TUN preveda incrementi percentuali per il danno morale, la sua quantificazione potrebbe risultare insufficiente a coprire adeguatamente le sofferenze subite dai danneggiati, soprattutto nei casi più gravi.
Assenza di regolamentazione per altre voci di danno: la TUN non disciplina il danno parentale, il danno terminale e da premorienza, lasciando un vuoto normativo che potrebbe generare incertezze applicative e disomogeneità nelle decisioni giudiziarie.
Rigidità del sistema: la struttura della TUN potrebbe risultare troppo rigida, limitando la possibilità di personalizzare il risarcimento in base alle specificità del caso concreto. Questo potrebbe ridurre l’efficacia della TUN nei giudizi di merito, portando a nuove contestazioni.
Conclusioni
L’introduzione della Tabella Unica Nazionale rappresenta un passo significativo verso l’uniformità e la trasparenza nel sistema risarcitorio italiano. Tuttavia, le criticità evidenziate sollevano interrogativi sulla sua capacità di garantire un equo ristoro per tutte le tipologie di lesioni. Sarà fondamentale monitorare l’applicazione pratica della TUN nei tribunali e valutare se le modifiche introdotte riusciranno a conciliare le esigenze di equità dei danneggiati con la sostenibilità economica del sistema assicurativo.
Fonti: filodiritto, infonunisticatv, simlaweb, ildiritto.it, thmr.com