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GINTONERIA DI DAVIDE: QUANTO CARCERE RISCHIA LACERENZA?

Davide Lacerenza, titolare della “Gintoneria di Davide” a Milano, è attualmente agli arresti domiciliari dal 4 marzo 2025 insieme a Stefania Nobile, figlia di Wanna Marchi, e a un collaboratore, nell’ambito di un’inchiesta condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza.

Le accuse mosse nei loro confronti includono:

Autoriciclaggio: utilizzo di proventi illeciti per finanziare attività legali.

Favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione: gestione di un presunto giro di escort all’interno del locale.

Detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti: presunta distribuzione di droga ai clienti del locale.

Secondo le indagini, la “Gintoneria” offriva ai clienti la possibilità di acquistare pacchetti che includevano bottiglie di pregio, cocaina e prestazioni sessuali fornite da escort. Per i clienti più facoltosi era previsto anche un servizio di consegna a domicilio.

Inoltre, è stato disposto un sequestro preventivo d’urgenza per un valore di oltre 900.000 euro, convalidato dalla gip Alessandra Di Fazio. Tuttavia, finora sono stati rintracciati solo circa 80.000 euro, tra conti in Lituania e in Italia, oltre a somme in contanti.

Durante l’interrogatorio di garanzia davanti alla gip, sia Lacerenza che Nobile si sono avvalsi della facoltà di non rispondere.

Per quanto riguarda le possibili pene, la legislazione italiana prevede:

Autoriciclaggio: reclusione da 2 a 8 anni e multa da 5.000 a 25.000 euro.

Favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione: reclusione da 4 a 8 anni e multa da 1.500 a 6.000 euro.

Detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti: la pena varia in base alla quantità e al tipo di sostanza, con reclusione che può andare da 6 a 20 anni e multe da 26.000 a 260.000 euro.

È importante sottolineare che, al momento, Lacerenza è sottoposto a misura cautelare e non è stato ancora condannato in via definitiva. Le pene effettivamente applicate saranno determinate al termine del processo, in base alle specifiche responsabilità accertate e alle circostanze attenuanti o aggravanti riconosciute.

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